L’Italia a due velocità

italia-forbice-fotolia--258x258.jpgL’Italia del Pil rimane ancora spaccata in tre. Di fronte alle regioni settentrionali che, nonostante la crisi, continuano a correre sopra la media nazionale dello 0,4%, con un Nord Est e un Nord Ovest cresciuti rispettivamente dello 0,9% e dello 0,6%, le regioni centrali faticano a mantenere il ritmo con un magro aumento del Pil dello 0,1% mentre il Sud non cresce affatto e rimane stazionario. Questo dicono i recenti dati dell’Istat sul 2011. L’ennesima conferma di un Paese a due velocità con il Nord che perfoma bene tutti i settori, in particolare l’agricoltura e l’industria nel Nord Est, e il Centro Sud che se la cava solo nel terziario, mentre tutto il resto arranca. C’è la crisi, ma non in tutte le aree Le industrie resistono, per lo meno nella locomotiva d’Italia: il valore aggiunto delle imprese industriali venete, trentine, friulane ed emiliane è aumentato dell’1,1% contro una media nazionale inferiore di un punto percentuale (+0,1%), mentre nelle regioni del Nord Ovest la crescita del settore industriale è stata ancora più decisa con un 1,2%. Crescita che ha portato nuovi posti di lavoro nel settore: +1,5% l’incremento occupazionale nelle industrie nel Nord Ovest e +1,4% nel Nord Est. A soffrire, invece, sono soprattutto le imprese industriali del Centro e del Sud che hanno registrato una significativa contrazione rispettivamente dell’1,9% e dell’1,8%, con il conseguente crollo dei posti di lavoro: -4,3% nelle regioni centrali e -2,2% nel Sud. Del resto l’andamento occupazionale nel 2011 in tutti i settori, spiega l’istituto nazionale di statistica, rispecchia le differenze nelle dinamiche territoriali del valore aggiunto: a un aumento dell’input di lavoro nelle regioni settentrionali (+0,3% nel Nord-ovest, +0,9% nel Nord-est), si contrappone una flessione nelle regioni centromeridionali (-0,5% nel Centro e -0,3% nel Mezzogiorno). Tornando ai settori, i servizi se la cavano un po’ dappertutto (+0,8% la crescita media nazionale del terziario), con dati più alti nel Nord Est (+1,1%) e nel Centro (+0,8%), mentre Nord Ovest e Sud si fermano un poco al di sotto della media nazionale, con un +0,7%. Bene, infine, l’agricoltura nelle regioni Settentrionali, con un +2,1% nel Nord Est che compensa un magro 0,3% del Nord Ovest, mentre Centro e Sud subiscono una contrazione rispettivamente del 2,4% e dell’1,6%. Le due Italie: un confronto internazionale I dati dell’Istat fotografano un’Italia a due velocità. Utile, in questa direzione, anche il confronto con i principali partner europei. Se staccassimo il Nord dalla Penisola, ci ritroveremmo di fronte a un Paese con ritmi di crescita simili a quelli del Regno Unito (Pil a +0,8% nel 2011) e dati settoriali sostanzialmente in linea, o leggermente inferiori, con quelli dei maggiori partner europei. Diverso il discorso per il Centro Sud che, scontando sia un ritardo di tipo storico sia una minore competitività del tessuto imprenditoriale, si ritrova con performance (qui serie storiche dell’Eurostat) in linea o addirittura inferiori a quelle degli Stati dell’Europa mediterranea, come Spagna e Portogallo (Pil nel 2011 in crescita dello 0,7% la prima, in calo dell’1,6% il secondo).

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L’Italia a due velocitàultima modifica: 2012-08-20T12:11:47+02:00da leganordvco
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